Parole chiave di questa edizione collaborazione, interdisciplinarietà e capacità progettuale
“La ricerca ci identifica come Università, dedichiamo questa giornata a noi per raccontare quello che facciamo e farlo sapere agli altri”.
Con queste parole il Rettore dell’Università di Siena, Roberto Di Pietra, ha aperto i lavori della terza edizione della Giornata della Ricerca di Ateneo, nell’aula magna del palazzo del Rettorato.
“I veri protagonisti oggi sono i progetti di ricerca, che rompono le ortodossie e portano uno sguardo nuovo e originale sui problemi”, ha proseguito il Rettore.
A seguire, il professor Michelangelo Vasta, delegato del rettore alla Ricerca, ha presentato gli obiettivi della giornata: “illustrare le linee di ricerca sviluppate in Ateneo, favorire la collaborazione interdisciplinare, rafforzare il ruolo della ricerca per attrarre risorse, far conoscere la ricerca all’esterno”.
Dopo un focus sulla situazione degli investimenti in ricerca e sviluppo nazionali e i fondi di finanziamento alla ricerca, Vasta ha evidenziato gli ottimi risultati raggiunti nella Valutazione della Qualità della Ricerca per gli anni 2020-2024. “L’Università di Siena è risultata prima in Italia per la capacità di attrarre finanziamenti competitivi internazionali” – ha detto il delegato. “Anche per quest’anno nel Piano per lo sviluppo della Ricerca abbiamo confermato le linee di finanziamento New Frontiers, per i progetti high risk che introducano novità significative nei diversi campi di ricerca, e Interdx, a sostegno della ricerca interdisciplinare. A questi si affiancano i fondi destinati agli F -Dip, per la ricerca nei dipartimenti e la linea Open access, volta ad aumentare il livello di disseminazione”.
“Le importanti risorse messe in campo in Europa sono sicuramente un invito a sviluppare sempre di più tra i nostri ricercatori le capacità progettuali”, ha concluso il professor Vasta, dando il via alla presentazione dei 19 progetti New Frontiers finanziati nel 2025.
Dall’analisi delle espressioni facciali, allo studio di particolari recettori nei tessuti adiposi, dalla territorializzazione marittima agli sviluppi rurali in Mozambico, passando dal ruolo dell’età maschile nella fertilità, la fiducia nei robot, i meccanismi dell’influenza e la regolazione giuridica delle tecnologie genetiche, i temi affrontati dai progetti di ricerca hanno spaziato in tutti i campi scientifici.
La professoressa Roberta Mucciarelli, delegata del rettore alle Biblioteche, è intervenuta sul tema del Diamond Open Access e l’esperienza della USiena Press, le edizioni open access dell’Università di Siena, strumento di diffusione delle attività di ricerca, didattica e terza missione, che attualmente ha all’attivo 12 collane, 42 volumi e 3 riviste.
E’ stato presentato poi un progetto finanziato all’interno delle Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA), il principale programma di riferimento dell’Unione europea per la formazione dottorale e post-dottorato. Le MSCA si basano sul principio della mobilità fisica: i ricercatori che ricevono il finanziamento devono spostarsi da un Paese ad un altro per acquisire nuove conoscenze e competenze per poter sviluppare la loro carriera di ricerca.
La seconda tranche dei progetti New Frontiers presentati ha toccato ambiti letterari, economici, pedagogici, storici e biotecnologici, confermando l’estrema ricchezza e varietà delle linee progettuali dell’Ateneo.
A concludere la mattinata il keynote speech del premio Nobel per l’economia 2024 James A. Robinson, che sulla scorta della sua prestigiosa e riconosciuta attività di ricerca ha parlato di “Wealth in People”, proponendo un’interpretazione insolita dello sviluppo africano come un percorso di successo alternativo piuttosto che come un fallimento economico. Il concetto centrale di “ricchezza nelle persone” spiega come le società africane abbiano storicamente privilegiato i legami sociali e comunitari rispetto all’accumulo di beni materiali.
L’apertura dei lavori pomeridiani è stata affidata al delegato al Trasferimento tecnologico, professor Domenico Prattichizzo, che ha evidenziato l’importanza del technology transfer per lo sviluppo dell’innovazione, tema che è poi stato approfondito dal secondo keynote speech.
L’intervento del professor Angelo Riccaboni si è concentrato su ricerca e innovazione per il futuro dell’agroalimentare, con un focus su WOW, il nuovo percorso esperienziale a Palazzo Bandini Piccolomini fatto di ambienti immersivi, installazioni digitali, giochi interattivi e spazi di confronto dedicato alla bellezza delle filiere agroalimentari e alle innovazioni a supporto dei nostri imprenditori e del benessere delle nostre comunità, e l’ecosistema post PNRR.
I ricercatori dei 3 progetti INTERDX finanziati nel 2025 hanno presentato le linee di ricerca interdisciplinare e i primi interessanti risultati raggiunti.
In chiusura, l’ingegner Claudia Pingue, responsabile del Fondo di Technology Transfer di CDP Venture Capital, ha parlato della visione dell’investitore nel complesso e affascinante percorso delle start up che nascono dalla ricerca, portatrici di grande potenziale di innovazione nel proporre soluzioni alle sfide globali science based. “La vera prospettiva futura – ha detto Pingue – è lavorare appena fuori dalla nostra zona di competenza preferenziale per alimentare il confronto, il dialogo e la ricchezza dei punti di vista differenti”.
In conclusione il Rettore ha voluto ricordare il ricco lascito del PNRR in termini di relazioni e di strumentazione avanzata: “il futuro è dell’interdisciplinarietà – ha detto – Sarà sempre più importante per intercettare i finanziamenti importanti far parte di grandi gruppi, grandi reti e grandi cordate. Grazie al lavoro di tutti continueremo a fare un’ottima ricerca”.
Photo Credits: Divisione Stampa, Comunicazione e URP Università di Siena














